Dopo una divertente e commovente telefonata al mio carissimo papà che sta entusiasticamente imparando ad utilizzare il PC inclusi Office e Internet ad 80 anni e che stimo sempre di più ogni anno che passa, ed un 'intensa lezione di teatro, comprese prove per lo spettacolo di sabato, intorno a mezzanotte, prendere il latte appena munto ( ho conosciuto di persona le mucche da cui proviene !) al distributore automatico, senza nemmeno perdermi per le stradine piuttosto buie della periferia.
Guidare nella notte,cantando con l'Ipod nelle orecchie ( sì, lo so che non si fa, ma non ho l'autoradio nel catorcino e io senza musica non ci so stare!!). Ad un tratto appare una luna enorme, arancione, tagliata a metà. Sembra un quadro di Dalì. No, più bella poiché totalmente inattesa, in una notte qualunque di Febbraio. Ne rimango incantata, e mi dispiace soltanto che non ci sia nessuno accanto a me per condividerne in silenzio la magia.
L'aria elettrica che sa di Primavera e che comincia già a scombussolarmi ormoni e pensieri. Vento che sta per arrivare. Mi sento una gemma pronta a sbocciare, con tutti i petali ancora chiusi ed un'energia immensa e luminosa che tenta di scoppiare dal centro...un pò come le "uova" di Cocoon. E' una metafora che mi sembra piuttosto adatta ad una cresciuta negli anni '80 e che non fuma, non si droga e non beve ...
E d'un tratto sono in pace. Non odio nessuno. Non sono preoccupata per il futuro. Non rimpiango il passato. Non ho paura.
Anche stanotte sono tornata a casa, sana e salva. Anche stanotte il mio letto mi accoglierà nel suo tepore meraviglioso. Anche stanotte so che qualcuno mi sta pensando. Che molti mi stanno abbracciando stretta. Che qualcuno sente la mia mancanza esattamente come io sento la sua.
Che qualcuno, forse, mi sta criticando, lanciando malefici, odiando. E che di tutti costoro non me ne frega assolutamente nulla.
mercoledì 23 febbraio 2011
Epifania 6
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mercoledì 16 febbraio 2011
Pensieri Lilla
Piove. Il cielo è un misto di blu e minacciose nuvole plumbee.
Una nota di rosa, profumo inebriante di ricordi e desideri trionfa sui futili quanto snervanti garbugli quotidiani .
When the rain is blowing in your face,
And the whole world is on your case,
I could offer you a warm embrace
To make you feel my love.
When the evening shadows and the stars appear,
And there is no one there to dry your tears,
I could hold you for a million years
To make you feel my love.
I know you haven't made your mind up yet,
But I would never do you wrong.
I've known it from the moment that we met,
No doubt in my mind where you belong.
I'd go hungry; I'd go black and blue,
I'd go crawling down the avenue.
No, there's nothing that I wouldn't do
To make you feel my love.
The storms are raging on the rolling sea
And on the highway of regret.
Though winds of change are throwing wild and free,
You ain't seen nothing like me yet.
I could make you happy, make your dreams come true.
Nothing that I wouldn't do.
Go to the ends of the Earth for you,
To make you feel my love
[Adele - Make You Feel My Love]
Una nota di rosa, profumo inebriante di ricordi e desideri trionfa sui futili quanto snervanti garbugli quotidiani .
When the rain is blowing in your face,
And the whole world is on your case,
I could offer you a warm embrace
To make you feel my love.
When the evening shadows and the stars appear,
And there is no one there to dry your tears,
I could hold you for a million years
To make you feel my love.
I know you haven't made your mind up yet,
But I would never do you wrong.
I've known it from the moment that we met,
No doubt in my mind where you belong.
I'd go hungry; I'd go black and blue,
I'd go crawling down the avenue.
No, there's nothing that I wouldn't do
To make you feel my love.
The storms are raging on the rolling sea
And on the highway of regret.
Though winds of change are throwing wild and free,
You ain't seen nothing like me yet.
I could make you happy, make your dreams come true.
Nothing that I wouldn't do.
Go to the ends of the Earth for you,
To make you feel my love
[Adele - Make You Feel My Love]
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sabato 12 febbraio 2011
Epifania 5
Trova staordinario, seppure nell'ordinaria realtà della sua esperienza, sentire i piedi a terra, i polmoni che si dilatano e si contraggono con l'aria che respira, sapere che muovendo un piede dopo l'altro potrà camminare dal punto dove si trova a quello cui è diretto. Come trova straordinario che certe mattine, appena alzato, mentre si china ad allacciarsi le scarpe lo pervada una felicità così intensa, così naturalmente e armoniosamente in sintonia col mondo, da farlo sentire vivo nel presente, un presente che lo circonda e lo intride, e dilaga in lui con la repentina, straripante consapevolezza di essere vivo. E la felicità che allora scopre in sé è straordinaria, lui trova quella felicità straordinaria
[ Paul Auster - L'invenzione della solitudine]
[ Paul Auster - L'invenzione della solitudine]
domenica 6 febbraio 2011
Nel bel mezzo di un gelido inverno
Pausa. Per un giorno, interromperlo con una gloriosa giornata di sole.
E poi mare, ancora mare. Il primo saluto al mare del 2011.
La macchina che miracolosamente non si ferma per strada ( la verità è che dopo aver a lungo discusso con il meccanico se effettuare alcuni lavori o meno sul catorcio e dunque affrontare relative notevoli spese, la mia domanda finale è stata: - "al mare e ritorno ci arrivo ?" ; - "Sì" - "Bene, allora non aggiustare nient'altro").
La temperatura straordinariamente mite, la spiaggia deserta, soltanto il rumore ed il profumo del mare ad avvolgermi mente e anima.
E non c'è un altro posto dove avrei voluto essere, vivere, in quel momento.
Ho camminato, e camminato, sulla sabbia selvatica piena dei detriti portati dalle tempeste e dalle mareggiate dell'Inverno, con il sole che mi esplodeva dentro, a riscaldare tutti i mesi di gelo passati e futuri.
Un piccolo assaggio di pace, in attesa di un'altra Estate, un'attesa che mai più di quest'anno bramo con ardore, pari al desiderio di un bacio di un amante lontano in tempo e spazio.
Una giornata da assaporare, un giorno che ho l'estrema fortuna di poter farmi scorrere nella testa e nelle vene e che mi ubriaca di una deliziosa stanchezza.
sabato 29 gennaio 2011
Niente di speciale, tutto di speciale
Svegliarsi tardi, dopo un sogno assurdo e complicatissimo come tutti quelli del mattino.
Una passeggiata a ritmo sostenuto, felice di poter finalmente averne il tempo. Non fa freddo, ma il vento umido muove i miei capelli come in un video di MTV. Musica nelle mie orecchie, mi avvolge e mi dona energia. La sento crescere dentro di me, passo dopo passo.
Comprare un paio di stivaletti che avevo puntato fin da Ottobre che sono riuscita ad avere al 50% del prezzo. Non c'è umor nero che un paio di scarpe nuove non possa risollevare...
Un regalo arrivato per posta da una delle mie zie , che vive lontana e che sento solo un paio di volte l'anno. Quella più simile a me, ma molto, molto più sfortunata sia per nascita che negli incontri e nelle scelte che è stata spesso costretta a fare. Le sue poesie, semplici ma vere e crude come la realtà che ha incontrato. Passionali ed impetuose come il suo carattere, piene come la vita che si sarebbe meritata di avere ed alla quale, ha sempre cercato di strappare a morsi qualche bagliore di felicità senza mai arrendersi.
Le ha inviate solo a me, perchè, dice "gli altri non capirebbero". Sta qui ora, sullo scaffale accanto al piccolo quadro di mio zio che lui stesso mi regalò prima di andarsene da questo mondo ingrato, un'altra persona davvero speciale che lei, insieme a moltri altri, adorava.
Un piccolo estratto, in suo onore e per l'affetto e la stima che provo nei suoi confronti e che non le ho mai così apertamente dimostrato.
Dedicato a tutti coloro che, nonostante tutto e chissà perché, non smettono di amarmi.
Grazie.
"Un attimo fuggente
come un uragano
come un vascello incontrollato
che sorvola le acque tempestose.
Poi la quiete, il silenzio, l'illusione
e dal fondo dell'animo
stretti nella mano
bagliori di luce e note inconfondibili.
Fragili ricordi, tenere emozioni
una parola - Amore -
sussurrata come un sono
che pervade ogni gesto
ogni inutile parola."
Una passeggiata a ritmo sostenuto, felice di poter finalmente averne il tempo. Non fa freddo, ma il vento umido muove i miei capelli come in un video di MTV. Musica nelle mie orecchie, mi avvolge e mi dona energia. La sento crescere dentro di me, passo dopo passo.
Comprare un paio di stivaletti che avevo puntato fin da Ottobre che sono riuscita ad avere al 50% del prezzo. Non c'è umor nero che un paio di scarpe nuove non possa risollevare...
Un regalo arrivato per posta da una delle mie zie , che vive lontana e che sento solo un paio di volte l'anno. Quella più simile a me, ma molto, molto più sfortunata sia per nascita che negli incontri e nelle scelte che è stata spesso costretta a fare. Le sue poesie, semplici ma vere e crude come la realtà che ha incontrato. Passionali ed impetuose come il suo carattere, piene come la vita che si sarebbe meritata di avere ed alla quale, ha sempre cercato di strappare a morsi qualche bagliore di felicità senza mai arrendersi.
Le ha inviate solo a me, perchè, dice "gli altri non capirebbero". Sta qui ora, sullo scaffale accanto al piccolo quadro di mio zio che lui stesso mi regalò prima di andarsene da questo mondo ingrato, un'altra persona davvero speciale che lei, insieme a moltri altri, adorava.
Un piccolo estratto, in suo onore e per l'affetto e la stima che provo nei suoi confronti e che non le ho mai così apertamente dimostrato.
Dedicato a tutti coloro che, nonostante tutto e chissà perché, non smettono di amarmi.
Grazie.
"Un attimo fuggente
come un uragano
come un vascello incontrollato
che sorvola le acque tempestose.
Poi la quiete, il silenzio, l'illusione
e dal fondo dell'animo
stretti nella mano
bagliori di luce e note inconfondibili.
Fragili ricordi, tenere emozioni
una parola - Amore -
sussurrata come un sono
che pervade ogni gesto
ogni inutile parola."
venerdì 21 gennaio 2011
Sintesi
Scoprire che una luna piena in una gelida ma tersissima notte di Gennaio è bella quanto quella a lungo ammirata in una notte di Luglio.
Che tra soltanto due mesi sarà Primavera.
Che ci sono tante, tante persone che vorrei abbracciare in questo momento e, ne sono abbastanza sicura, vorrebbero essere abbracciate da me. E finché questo
Che questo vento selvaggio e terribilmente freddo permette alle nuvole di farsi da parte per mostrare uno splendido sole che comunque riscalda l'anima.
Che domani è Sabato, il mio giorno felice.
Che tra soltanto due mesi sarà Primavera.
Che ci sono tante, tante persone che vorrei abbracciare in questo momento e, ne sono abbastanza sicura, vorrebbero essere abbracciate da me. E finché questo
Che questo vento selvaggio e terribilmente freddo permette alle nuvole di farsi da parte per mostrare uno splendido sole che comunque riscalda l'anima.
Che domani è Sabato, il mio giorno felice.
martedì 4 gennaio 2011
L'Uomo della mia vita
Che cosa vuoi fare?
Aiutarlo, papà. Voglio solo aiutarlo.
L'uomo si voltòa guardare la strada.
Papà, aveva solo fame. Adesso morirà.
Sarebbe morto comunque.
Ha tanta paura, papà.
L'uomo si accovacciò e guardò il bambino. Anche io ho paura, disse. Lo capisci? Anche io ho paura.
Il bambino non rispose. Rimase seduto lì a capo chino, scosso dai singhiozzi.
Non tocca a te preoccuparti di tutto.
Il bambino disse qualcosa che l'uomo non capì. Cosa?,disse.
Il bambino alzò gli occhi, il viso sporco e bagnato. Sì, invece, disse. Tocca a me.
[ Cormac Mc Carthy, La Strada ]
A mio padre, che da sempre tiene lontani i demoni e la paura dalla mia vita, sostenendomi costantemente e ad ogni costo lungo questa impervia e lunga Strada. Grazie per aver camminato e sofferto e gioito con me ogni giorno, senza mai giudicarmi, né impormi consigli non richiesti.
Spero vi siano ancora molte nostre orme da lasciare insieme sulla cenere dei giorni.
Aiutarlo, papà. Voglio solo aiutarlo.
L'uomo si voltòa guardare la strada.
Papà, aveva solo fame. Adesso morirà.
Sarebbe morto comunque.
Ha tanta paura, papà.
L'uomo si accovacciò e guardò il bambino. Anche io ho paura, disse. Lo capisci? Anche io ho paura.
Il bambino non rispose. Rimase seduto lì a capo chino, scosso dai singhiozzi.
Non tocca a te preoccuparti di tutto.
Il bambino disse qualcosa che l'uomo non capì. Cosa?,disse.
Il bambino alzò gli occhi, il viso sporco e bagnato. Sì, invece, disse. Tocca a me.
[ Cormac Mc Carthy, La Strada ]
A mio padre, che da sempre tiene lontani i demoni e la paura dalla mia vita, sostenendomi costantemente e ad ogni costo lungo questa impervia e lunga Strada. Grazie per aver camminato e sofferto e gioito con me ogni giorno, senza mai giudicarmi, né impormi consigli non richiesti.
Spero vi siano ancora molte nostre orme da lasciare insieme sulla cenere dei giorni.
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